Giove: Il Gigante "Buono" e il mito di Chirone
Oggi, Giovedì giorno di Giove, ho deciso per svagarmi un po' nello spirito di questo pianeta dedicato al benessere di scrivere un articolo che lo abbia come protagonista. Vi parlerò, appoggiandomi all'astrologia antica alla mitologia e al mio sentire personale, di Giove il pianeta un tempo definito dagli astrologi il "Grande Benefico" ma che io preferisco chiamare il "Gigante Buono".
Giove è secondo la mitologia romana il Padre Celeste degli dei, signore dei fulmini e della giustizia e famoso per la sua brama in fatto di donne (oltre che per il vizietto di avere la punizione facile con chi non gli andava molto a genio xD). Un dio che si gode la vita con tutti i suoi piaceri senza comunque perdere completamente la testa e lasciarsi trascinare dalle passioni più distruttive (relativamente). Con Giove alla fine vincono tutti, bene o male ognuno ha la sua ricompensa. Pensiamo a Ganimede, rapito dalle aquile di Zeus/Giove per la sua bellezza e elevato a rango divino e a suo padre povero pastore che comunque alla fine ci guadagna un bel pascolo con cui arricchirsi (una giustizia piuttosto arbitraria direi). Questo Giove insomma è benefico si, ma solo per chi ha la fortuna di nascere sotto la sua benedizione, quella che noi oggi chiamiamo la proverbiale "botta di culo". Agli altri resta il contentino, e guai a lamentarsi. Come per il Zeus greco, abbiamo un dio che governa con un criterio logico ma non è certo un amante della libera espansione individuale. Basta ricordare l'episodio della mitologia greca in cui Prometeo, un titano, viene incatenato per l'eternità per aver osato infrangere la regola imposta da Zeus e aver donato il fuoco agli uomini (atto di vera e pura generosità). Quindi buono si, ma a cavoli suoi. Come divinità greca nata da Saturno e nascosta dalla madre per non essere divorata, viene nutrito dalla ninfa Amaltea con latte di capra che verrà poi ricompensata con la trasformazione nella costellazione del Capricorno (dalle sue corna nasce la cornucopia, famoso simbolo di abbondanza).
Abbiamo qui il primo collegamento con una bontà molto più equa rispetto a quella promossa dalla logica del culto olimpico e romano patriarcale, la bontà che unisce cuore e intelletto e nutre in virtù di una crescita basata sul benessere non limitato al tornaconto o alla preferenza personale ma al riconoscimento di potenzialità positive e benefiche oltre il proprio gusto. La capra come animale da latte è collegato alle figure delle dee madri celesti e agli dei cornuti signori di fertilità e quindi della pioggia che feconda la terra. Nella mitologia greca tale legame è ancora più evidente nei miti del rapimento di Europa, della fecondazione di Danae e nella religione romana dello stupro di Giunone. Si tratta di un rovesciamento del sano principio di bontà espansiva, che diventa invasione divorante e violenta. Ti renderò regina, ti darò tutte le cose che desideri, ma devi sottostare alla mia volontà istintiva. Una volontà nata in principio per portare ordine nel caos, per evitare distruzione continua, ma lasciata crescere senza freni e dominata dal capriccio. La figura mitologica che può sintetizzare i due aspetti dell'energia primordiale di Giove, fornendo anche il punto di incontro per equilibrarla, è probabilmente quella del centauro Chirone.
Metà uomo metà cavallo, questo essere ha la natura istintuale di un animale sempre in corsa verso nuovi orizzonti ma anche la mente razionale e emotiva di un uomo. Dedicandosi alla conoscenza, sia mentale che quella dell'anima umana, Chirone riesce a estendere l'energia di Giove verso gli allievi che possono usarla a beneficio personale e dell'umanità. Inoltre, egli è un guaritore ferito, ha imparato a guarire se stesso e il prossimo. Facoltà donatagli da Zeus, ma coltivata affinché diventi un'arte utile a tutti. Senza dimenticare che il benessere eterno non può esistere e che per prendersi cura degli altri, per nutrirli e farli stare davvero bene, occorre prima di tutto curare se stessi e le proprie mancanze essendo autosufficienti e indipendenti.
Quindi, in conclusione, cosa rappresenta per me Giove in astrologia? Un Gigante Buono, tutto il nostro potenziale di crescita e espansione verso i nostri desideri di piacere e benessere, le nostre speranze di felicità, madre e padre al tempo stesso, ma che rischia di farci implodere o esplodere quando rifiutiamo di accettare le ferite e corriamo in una sola direzione evitando ogni possibilità di confronto e di valutazione anche delle strade più buie e pericolose. Come dice un vecchio detto, il troppo....storpia.

Commenti
Posta un commento