Venere

 


Considerazioni sul pianeta Venere, simbolo della bellezza e dell' amore (proprio)


Chiunque conosca i rudimenti dell'astrologia classica sa che Venere, come la dea, è il pianeta/astro che riguarda la bellezza e l'amore. Sfortunatamente, molti si orientano solo su quel senso estetico di piacere che ci suscita benessere emotivo tramite oggetti materiali e persone. Ma il significato originale di Venere è molto più profondo e insegna una preziosa lezione. Prima di tutto, il suo simbolo è un cerchio simbolo di completezza, un mondo in armonia e pienezza di tutte le sue componenti, con la croce che cresce al di sotto. La croce è un simbolo esoterico universale, costituita dall'asse verticale che richiama l'albero della vita e del mondo che unisce terra e cielo (elemento dell'energia "astrale", più sottile e mentale/emotiva) e dall'asse orizzontale ovvero dai rami/raggi dell'espansione sulla dimensione materiale dell'energia celeste. Venere vuole portare lo spirito nella materia, l'energia sottile mutevole fluida nella dimensione dell'energia densa e costituita da forme differenziate ognuna con il proprio ruolo e valore. Venere è l'intelligenza emotiva, la gestione di tutte i valori interiori affinchè possano funzionare insieme per la corretta espressione dell'anima. E poichè l'anima è nella sua essenza celeste, questo comporta una continua tensione tra l'ideale e la sua manifestazione fisica. Quindi c'è anche un desiderio di usare la materia come fosse un portale verso lo spirito/energia sottile, un trampolino di lancio, un ponte. Senza emozioni di fatto ci è impossibile percepire il mondo oltre i sensi fisici.

Venere è anche dea dell'amore e della bellezza, questo si sa da quando andavamo a scuola. Ma Venere non è, contrariamente a ciò che si pensa, la dea dell'amore di coppia. O meglio, lo è ma secondo ciò che ho osservato prima è la rappresentazione dell'amor proprio (scambiato erroneamente per egoismo o egocentrismo) che si estende poi nei legami d'affetto. La Venere primordiale è una dea libera, nata dal cielo, che sceglie il proprio amante in base al principio del sano piacere. Ovvero in base a ciò che risuona con l'espressione di se stessa. Ogni relazione stimolerà delle parti di noi, in positivo e in negativo, ma nessuna potrà mai sostituirsi alla gioia di stare bene con se stessi semplicemente vivendo come si desidera.
Concludo con un piccolo aneddoto sulla dea Afrodite (per i greci) Venere (per i romani): ogni volta che si bagnava nelle acque tornava vergine. E vergine vuol dire proprio essere completo in se stesso, non contaminato dall'esterno, indipendente. Non per nulla il suo oggetto simbolo è lo specchio.
Quindi, per allacciarci alle famose domande a tematica venusiana "ma l'amore quando?" prima di chiedere questo...chiedetevi prima quanto vi amate quanto vi stimate. Il desiderare la condivisione affettiva è naturale, umano, bellissimo e giusto. Ma non può prescindere dall'essere profondamente innamorati del proprio benessere.
Più amerete voi stesse/i, riconoscerete i vostri valori e accetterete anche le contraddizioni che vi causano tensione, meno avrete ansia riguardo il piacere agli altri e il restare soli.

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